• Iran opens to the West. Latin America raises the voice

    There was great attention during the works of the United Nations General Assembly towards Iran’s new President. However the debate of the last week was not characterized just by the Middle East question.

  • Syria and Iran to dominate UN General Assembly

    US President Barack Obama used his speech at the UN General Assembly to demand the world take action on the crisis in Syria. Syria and renewed talks on Iran’s nuclear program are set to dominate the annual meeting

  • Germany Votes 2013

    Preliminary final results

  • Silvio's surreal theater

    Former prime minister Silvio Berlusconi yet again has appealed to his fellow Italians. He sees himself as a victim of the courts and lawyers and has vowed to fight on against what he views as a defamation campaign...

  • Election eve: Merkel, Steinbrück lobby undecided voters

    The main candidates in Sunday's German election have made final appeals to undecided voters. Chancellor Angela Merkel lobbied in Berlin while Social Democrat rival Peer Steinbrück campaigned in Frankfurt....

  • Berlusconi tax fraud conviction upheld

    Italy's highest court has upheld a tax fraud conviction against former PM Silvio Berlusconi, and ordered a review of a ban on him serving in public office. The court confirmed a four-year jail sentence by a lower court...

  • Mexico Zetas leader Miguel Angel Treviño captured

    Mexican marines have captured one of the world's most notorious drug-gang leaders in a raid near the US border...

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Google: Omaggio a Franz Kafka


Google rende omaggio allo scrittore ceco a 130 anni della sua nascita attraverso un riferimento ad una delle sue opere più famose. Uno scarafaggio con bombetta, papillon e valigetta sull’uscio di una porta, chiaro richiamo alla Metamorfosi, integra il doodle di oggi mercoledì 3 luglio.


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La Croazia festeggia il suo ingresso nell' UE


Migliaia di persone si sono riuniti ieri sera a Zagabria e in altre città per festeggiare, in  presenza di leader politici nazionali e internazionali, l'adesione della Croazia all'Unione Europea avvenuta lunedì.
"Molte persone hanno collaborato per realizzare cambiamenti significativi nella struttura delle leggi e dei valori," ha detto il Presidente Ivo Josipovic davanti ai circa 170 ospiti di una cena tenutasi ore prima. "Momenti come questi non si vivono sempre", ha sottolineato.
Il primo ministro Zoran Milanovic ha rifiutato il paragone dell'entrata della Croazia  nell'Unione Europea come quello dell'approdo ad una nave che sta affondando, dato che tanto il Paese balcanico, quanto il blocco regionale, stanno soffrendo problemi economici.
 "La presenza di tutti voi mi riempie di orgoglio e mi ispira a sollevare questo calice con la convinzione, ancora più forte, che è mezzo pieno e non mezzo vuoto, ha detto durante il brindisi. Tra gli ospiti 29 capi di stato e di governo,  leader europei e funzionari di decine di Paesi, così come tutti i presidenti e i primi ministri croati dall'indipendenza del Paese, avvenuta 22 anni fa.
Unica eccezione il due volte primo ministro Ivo Sanader, il quale sta scontando una condanna a dieci anni di carcere per corruzione e che è anche in attesa di ulteriori sentenze. Gli alti funzionari si sono uniti alla folla che ha festeggiato nella piazza centrale di Bana Jelacica.
Migliaia di persone hanno  ballato e cantato con le band che hanno suonato su palchi caratterizzati da un ampio impiego di misure di sicurezza. Si sono tenuti concerti simili a Spalato, Zara, Vukovar, Varazdin e in altre città.
Un ingresso non esente da dubbi
Mentre il governo della Croazia accoglie l'inclusione del Paese come ventottesimo membro UE come un segnale del fatto che il Paese ha compiuto con i requisiti richiesti, aumentano i dubbi circa la sua effettiva preparazione. Molti croati considerano che questo passo migliorerà la loro vita.
In giornata i capi di Stato e di Governo croati hanno festeggiato, attraverso una sessione estiva del Parlamento, l'adesione all'UE.  Circa 350 rappresentanti della politica, della società civile e delle comunità religiose hanno partecipato alla sessione speciale.
  "Con l'adesione è stato  raggiunto un obiettivo generazionale che si propone come una svolta per lo sviluppo della Croazia", ha detto il Presidente Josipovic. È stato il nostro obiettivo nazionale, con cui tutti i partiti erano d'accordo." "Non ci sono scuse", ha detto il primo ministro Milanovic. "Il nostro successo è solo nelle nostre mani".
"Ciononostante il Paese non guarderà con arroganza al resto delle nazioni dei Balcani che ancora non fanno parte dell'UE", ha promesso Milanovic. Piuttosto, l'ex Repubblica jugoslava si proporrà come "garante dei suoi vicini che aspirino ad aderire all'Unione Europea", ha detto.

CP (dpa, afp, rtr)

Disoccupazione maggio 12,2%, record 1977



(ANSA) - ROMA, 01 LUG - La disoccupazione a maggio e' al 12,2%. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

E' il nuovo massimo storico, il livello piu' alto sia dalle serie mensili (gennaio 2004) che da quelle trimestrali, avviate nel primo trimestre 1977, cioe' 36 anni fa. Il numero di disoccupati a maggio e' pari a 3 milioni 140 mila, in aumento di 56 mila unita' su aprile e di 480 mila su base annua. Lo rileva l'Istat (dati provvisori), sottolineando che la crescita interessa uomini e donne.

Omicidio Moro, gli artificieri: “Cossiga arrivò prima della chiamata”


Omicidio Moro, gli artificieri: “Cossiga arrivò prima della chiamata”

Parlano gli antisabotatori che per primi arrivarono all'R4 rossa che conteneva il corpo senza vita del politico. Vitantonio Raso e il collega Giovanni Chirchetta spostano l'ora del ritrovamento dell'auto e del cadavere prima delle 11 e prima della telefonata delle Br delle 12.30. Sul posto anche Francesco Cossiga

Francesco Cossiga
Nel libro Vitantonio Raso aveva lasciato indeterminata la questione degli orari che ora chiarisce dopo 35 anni. La precisazione è rilevante perché la telefonata delle Br (Morucci e Faranda) che avvertiva dell’uomo chiuso nel bagagliaio della macchina è delle 12.13. Non solo: Francesco Cossiga e un certo numero di alti funzionari assistettero, ben prima delle famose riprese di Gbr che sono state girate a cavallo delle 14, alla prima identificazione del corpo fatta proprio da Raso.
Cossiga si recò quindi due volte in via Caetani. La R4 fu ripetutamente aperta dai due sportelli laterali come testimoniano le foto a corredo di questa inchiesta. “Quando dissi a Cossiga, tremando, che in quella macchina c’era il cadavere di Aldo Moro, Cossiga e i suoi non mi apparvero né depressi, né sorpresi come se sapessero o fossero già a conoscenza di tutto”, dice Raso. “Ricordo bene che il sangue sulle ferite di Moro era fresco. Più fresco di quello che vidi sui corpi in Via Fani, dove giunsi mezz’ora dopo la sparatoria”.
Raso fornisce la prova che le cose il 9 di maggio non andarono come finora si è raccontato: “Sono ben consapevole. La telefonata delle Br delle 12.13 fu assolutamente inutile. Moro era in via Caetani da almeno due ore quando questa arrivò. Chi doveva sapere, sapeva. Ne parlo oggi per la prima volta, dopo averne accennato nel libro, perché spero sempre che le mie parole possano servire a fare un po’ di luce su una vicenda che per me rappresenta ancora un forte shock. Con la quale ancora non so convivere”. Raso non è mai stato interrogato. 
“Andai da Cossiga nella seconda parte della mattinata. Alle 12 si va a prendere un aperitivo non certo un caffè”. Claudio Signorile ricorda la mattina del 9 di maggio e si rammarica che queste novità emergano ora che l’ex capo dello Stato non c’è più. Quella mattina mentre era a colloquio con Cossiga al Viminale Signorile sentì “l’altoparlante in presa diretta che annunciava che c’era un’auto in via Caetani con dentro un corpo e che andavano a verificare. Poi una seconda comunicazione che diceva, la ‘nota personalità’…” L’orario? A microfoni spenti tempo fa Signorile disse “tra le 10 e le 11″.
“Ero li per un caffè non un aperitivo”, chiosa oggi come a ribadire quell’orario detto in totale controtendenza con la versione ufficiale della telefonata delle Br alle 12,13 a casa del Professor Tritto. Il problema è che proprio in quei minuti è in corso la seduta della direzione Dc che sta accettando la proposta di scambio uno contro uno avanzata dai socialisti e sostenuta da Amintore Fanfani. “Andai dunque da Cossiga – ha detto Signorile nel ’93 – aspettando qualche novità e quali conseguenze potessero eventualmente scaturirne. Mentre ne stavamo parlando arrivò la telefonata del capo della Polizia che annunciò a Cossiga l’avvenuta uccisione di Moro. Lo vidi sbiancare. Ricordo che Cossiga esclamò: “Debbo dimettermi”. Io gli dissi : “Fai bene, è un dovere morale”.
Sarebbe utile che le carte che parlano di questa telefonata a Parlato, ancora segrete, e conservate all’Archivio di Stato e presso il Senato (carte della Commissioni stragi) potessero essere rese pubbliche per capire i tempi e i modi della comunicazione della avvenuta esecuzione di Moro. Tra i documenti segreti a 35 anni dai fatti c’è tra l’altro un foglio manoscritto con note informative e mappe della zona di via Caetani (dell’11 maggio), una lettera del primo distretto di polizia, sempre dell’11 maggio, e un “appunto informale su una telefonata ricevuta dal capo della polizia” (del 12 maggio). Incrociando gli elementi s’intuisce che quei documenti possono dirci qualcosa su tempi e modi dell’annuncio allo Stato della morte di Aldo Moro.
Fonte: IL Fatto Quotidiano

Il Senato brasiliano trasforma la corruzione in "crimine atroce"


Le proteste per le strade del Brasile hanno ottenuto mercoledi scorso il loro maggiore trionfo con l'approvazione da parte del Senato della Repubblica del progetto che trasforma il delitto di corruzione in "crimine atroce". La decisione dovrà essere ratificata dalla Camera dei Deputati dove è stato già anticipato che non incontrerà alcun ostacolo. Con la nuova legge i condannati per corruzione avranno pene più severe, che possono arrivare ai 12 anni di carcere, perdono anche il diritto all’amnistìa, all’indulto, e al pagamento della cauzione per il rilascio e avranno maggiori difficoltà per ottenere la libertà condizionale.      


Il progetto è stato approvato 48 ore dopo che la Presidente Dilma Roussef manifestasse il suo desiderio che il testo, che dormiva nel Congresso dal 2011, fosse adottato rapidamente. Il Senato ha dato il nulla osta  durante la partita tra Brasile e Uruguay e l’approvazione ha avuto luogo  con una votazione simbolica, dato il grado di accettazione del progetto.
Il concetto di corruzione ingloba la corruzione attiva e passiva; l’estorsione portata a capo dai servitori pubblici, anche al di fuori delle loro funzioni; il peculato, e l’appropriazione indebita di denaro.
Ciò che più ha destato l’attenzione dell’opinione pubblica è che un progetto che dormiva in senato da anni sia stato approvato alla velocità della luce. I senatori hanno confessato che la suddetta approvazione lampo vuole essere “una risposta alle principali rivendicazioni delle proteste in tutto il Paese”, secondo quanto affermato dal senatore Álvaro Dias, del PSDB, il quale ha ricordato come la parola “corruzione” sia stata “la più pronunciata in questi giorni per le strade e le piazze dai giovani brasiliani”. Perfino il Presidente del Senato, Renán Calheiros, ha ammesso senza giri di parole, che la votazione in questione è stata una “conseguenza dell’urlo delle strade”.
La decisione di convertire la corruzione in crimine atroce si unisce alla vittoria di martedi da parte dei manifestanti, i quali avevano ottenuto che il congresso ritirasse la famosa e polemica P.7, che pretendeva spogliare la Procura della Repubblica dei poteri investigativi per lasciarli in mano alla polizia.
Il progetto di legge in questione ha avuto origine dopo le condanne del Mensalão, che non si sarebbero mai concluse senza il lavoro di sette anni di investigazioni del Procuratore Nazionale Roberto Gurgel.
Con queste due decisioni del Congresso si può dire che la protesta popolare ha ottenuto fino ad ora la sua più grande vittoria contro la corruzione. Seguirà la riforma politica, che sarà realizzata attraverso un referendum popolare e che potrà segnare un passo decisivo nella modernizzazione degli ingranaggi di una forma di  esercizio politico da parte dei partiti, i quali sono stati in tutti questi anni la maggior fonte di corruzione e di separazione tra il palazzo e il popolo. 

Fonte: El Pais

Dei delitti e del pene

di Marco Travaglio

 “La prostituzione è un fenomeno che purtroppo sta dilagando… Un fenomeno sommerso… di ragazze attirate in Italia con lo specchietto del lavoro nella moda, o nel cinema, o nella televisione e poi costrette in appartamenti… utilizzate e poi minacciate nel caso in cui rivelassero a chiunque la loro condizione… Vere e proprie schiave che patiscono questa condizione intollerabile. Perciò su questo abbiamo fatto un disegno di legge che è intervenuto con delle pene elevate per chi sfrutta la prostituzione e per gli stessi clienti delle prostitute. Credo che queste pene siano estremamente giuste, soprattutto quando le prostitute sono minorenni”. Sante parole. Indovinate chi le ha pronunciate? Il solito moralista della sinistra salottiera? Un giudice talebano e puritano (naturalmente donna) che vuole processare lo stile di vita di un avversario politico? Un nemico della pacificazione e delle larghe intese che vuole perpetuare all’infinito la guerra dei vent’anni? No, Silvio Berlusconi, il 24 giugno 2009, presentando da presidente del Consiglio, seduto accanto all’allora ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, il disegno di legge del suo governo che inaspriva le pene sulla prostituzione, anche minorile. Il video è in rete, a disposizione degli increduli e soprattutto dei creduloni. Basta questo per tappare la bocca in eterno alle prefiche arcoriane, ai Ferrara col rossetto, ai pompieri della sera e ai nove decimi dei trombettieri olgettini che si alternano in questi giorni sui giornali e in tv lacrimando per la condanna di B., ritenuta clamorosa, spropositata, sorprendente, nel processo Ruby. Non sanno, o fingono di non sapere, che i giudici gli hanno applicato la pena più bassa possibile in base alle leggi vigenti sulla concussione per costrizione e alla prostituzione minorile. Ma soprattutto che ad alzare le pene per entrambi i reati sono state tre leggi votate dal Pdl e dunque anche da B., due delle quali furono proposte e approvate dal suo secondo e terzo governo. Fino all’anno scorso, la pena minima per la concussione era di 4 anni e la massima di 12. Poi, siccome B. e Penati erano accusati dai pm di concussione per induzione, la ministra Severino – con i voti del Pdl e del Pd – trasformò questa fattispecie in un reato minore, punito da 3 a 8 anni e con prescrizione abbreviata da 15 a 10 anni. Per quella per costrizione, invece, fu alzata la pena minima da 4 a 6 anni. Tanto, si pensava, non riguarda né B. né Penati. Non potevano prevedere, né lei né i berluscones, che i giudici avrebbero riformulato la concussione di B. da induttiva a costrittiva. Risultato: gli hanno affibbiato 6 anni, cioè il nuovo minimo della pena. Meno di così non potevano , grazie a una legge votata dallo stesso imputato. Una legge ad personam e a sua insaputa, ma all’incontrario, in base all’eterogenesi dei fini. Il settimo anno invece B. se l’è buscato per prostituzione minorile.Su quel reato sono intervenute ad aggravare le pene e a ridisegnare la competenza territoriale dei pm due leggi dei governi B.: la Prestigiacomo n. 38/2006 e la Carfagna n. 48/2008. Da allora “chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa non inferiore a euro 5.164”. E fra gli atti sessuali la Cassazione comprende anche la “palpazione concupiscente”, i balletti osé ecc. Non occorre neppure dimostrare un rapporto completo. Per questo reato B. è stato condannato “in continuazione” con l’altro a 1 anno di carcere, cioè a una pena molto più vicina al minimo (6 mesi) che al massimo (3 anni). Cioè l’imputato ha fatto tutto da solo. Prima ha fatto i divieti, poi li ha violati e ora che l’hanno beccato e condannato se la prende con i giudici che hanno applicato le leggi. Le sue. Bel pirla.

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 27/06/2013

 

Il Parlamento Europeo rifiuta la proposta sul bilancio de la UE



Il Parlamento Europeo  ha considerato insufficiente la bozza di accordo sul bilancio comunitario per il periodo  2014-2020 raggiunto lo scorso martedì tra i rappresentanti del Parlamento Europeo e la Presidenza irlandese.


Il presidente del Parlamento, il socialista Martin Schulz, ha comunicato oggi la decisione per iscritto al Ministro degli  Esteri irlandese, Eamon Gilmore.
Nella missiva si  fa notare che le modifiche richieste dal Parlamento non sono sufficientemente rappresentate nella bozza. Per questo si può supporre che un'ampia maggioranza della Camera non appoggerà il risultato delle delle negoziazioni della settimana scorsa", dice il testo.

Gilmore era giunto ad un accordo con il negoziatore capo del Parlamento, il conservatore francese Alain Lamassoure. Tuttavia vari europarlamentari lo hanno rifiutato. Criticano che in questo accordo non sarebbe sufficientemente rappresentata la loro esigenza di flessibilità nei bilanci annuali. Il Parlamento desidera poter trasferire fondi non utilizzati ad altri settori.

Nella sua lettera d'invito al vertice dell' Unione Europea, il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha ricordato ai leader comunitari che questa settimana  si devono prendere  "decisioni importanti" in materia finanziaria per il periodo 2014-2020, per un ammontare di un miliardo di euro.
"Utilizzo questa occasione per incitare tutte le parti coinvolte affinché possano adempiere alle loro responsabilità  e chiudere con successo le loro  negoziazioni", ha aggiunto. Il tema finanziario è "imprescindibile" per favorire la crescita e l'occupazione nella UE. Difatti, i 6 miliardi di euro che i "27" desiderano destinare al contrasto della disoccupazione giovanile arriverebbero dal bilancio in questione.

dpa

Sentenza Ruby, Berlusconi condannato a 7 anni. Interdizione perpetua



Redazione Il Fatto Quotidiano

Sette anni di reclusione per Silvio Berlusconi, uno in più di quanto chiesto dall’accusa, e interdizione perpetua dai pubblici uffici. E’ la sentenza dei giudici del Tribunale di Milano al processo Ruby, in cui il leader Pdl è stato condannato per prostituzione minorile econcussione, in merito ai suoi rapporti con l’allora minorenne Karima el Mahroug, alias Ruby, ospite dei festini di Arcore, e all’intervento dell’allora premier sulla Questura di Milano perché la ragazza, fermata per un furto nel maggio 2010, fosse lasciata andare.
I giudici hanno rimodulato l’accusa in concussione per costrizione(articolo 317) invece che per induzione (articolo 319 quater, introdotto dalla nuova legge sulla corruzione) come ipotizzato dall’accusa: da qui l’aggravamento della pena. Il verdetto è arrivato dopo sette ore di camera di consiglio. Disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I giudici hanno stabilito anche l’interdizione legale per la durata della condanna. I giudici della quarta sezione penale, presieduti da Giulia Turri, hanno disposto anche la confisca e dei beni sequestrati a Karima El Maurogh e il compagnoLuca Risso.
Falsa testimonianza, trasmessi verbali di udienza dei testimoni della difesa. Il Tribunale ha deciso anche la trasmissione degli atti alla Procura perché valutino l’ipotesi di falsa testimonianza per le dichiarazioni di una lunga serie di testimoni, tra i quali la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi e l’europarlamentare Licia Ronzulli e di suo marito Renato Cerioli, il cantante Mariano Apicella (cui il Cavaliere ha comprato casa), il pianista Danilo Mariani e di sua moglie Simonetta Losi (inserita nelle liste Pdl), e il commissario di polizia Giorgia Iafrate. Nella lista dei giudici tra gli altri c’è anche l’ex consigliere per le relazioni estere di Berlusconi, Valentino Valentini, che era con Berlusconi a Parigi quando telefonò in questura la sera del 27 maggio 2010. Trasmesse ai pm i racconti a verbale di alcune delle Olgettine (Elisa Tosi, Francesca Cipriani, Elisa Barizonte, Miriam Loddo, Roberta Bonasia, Joana Visan, Barbara Faggioli, Cinzia Molena, Marianna e Manuela Ferrera, Raissa Skorkina), di Joana Armin, della prostituta brasiliana Michelle Conceicao (cui fu affidata Ruby dalla Minetti), dell’ex diplomatico in servizio presso la presidenza del Consiglio Bruno Archi (inserito nelle liste Pdl alle scorse elezioni), delle gemelle Concetta ed Eleonora De Vivo (che hanno ricevuto almeno un bonifico da Berlusconi). La Procura di Milano dovrà valutare anche le testimonianze di Antonio Passaro, avvocato con l’hobby dello spogliarello cui Ruby aveva detto la famosa frase: “Noemi è la pupilla, io sono il culo”, di Giorgio Puricelli, ex fiosioterapista del Milan, ed ex consigliere regionale Pdl, di Serena Facchineri ex fidanzata di Luca Risso, di Giuseppe Estorelli già caposcorta di Berlusconi, di Marystelle Polanco che aveva dichiarato di travestirsi da Obama durante le serate ad Arcore per divertire il presidente, di Lorenzo Brunamonti, già assistente di Berlusconi, di Giovanna Rigato, ex Gf diventata dipendente MediasetI giudici, invece, hanno disposto la trasmissione degli atti al consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano per Luca Giuliante, ex legale di Ruby e presente al misterioso interrogatorio della giovane avvenuto il 6 ottobre del 2010.
L’avvocato Ghedini: “La condanna è fuori da ogni logica”. La condanna di Silvio Berlusconi a sette anni di carcere per il caso Ruby è “fuori da ogni logica”, ha commentato a caldo l’avvocato Niccolò Ghedini, facendo notare come “addirittura i giudici siano andati al di là delle richieste dei pm. Lo diciamo da due anni e mezzo, tre anni, che qua, a Milano, questo processo non si poteva fare”. Ghedini ha già annunciato il ricorso in appello – “e in cassazione”, ha aggiunto – dopo il deposito della sentenza. L’avvocato-parlamentare non si sbilancia invece sulle “conseguenze politiche” della vicenda. Ma le reazioni indignate dei big del Pdl, da Schifani a Cicchitto, non si sono fatte attendere. Ghedini ha attaccato anche il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati. “Non credo che i giudici avessero bisogno di essere pressati, ma giudico comunque una cosa non consona la presenza di Bruti Liberati, perché non ho mai visto scendere un procuratore capo per una sentenza”.
L’accusa aveva chiesto sei anni e l’interdizione. Per il leader del Pdl la procura di Milano aveva chiesto sei anni – 5 per la concussione e 1 per prostituzione minorile – e l’interdizione perpertua dai pubblici uffici. Secondo il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pmAntonio Sangermano nella villa di Arcore, con quelli che gli inquirenti definiscono eventi, si materializzava “un sistema prostitutivo organizzato per il soddisfacimento sessuale di Silvio Berlusconi”. Secondo gli inquirenti i fatti erano provati “oltre ogni ragionevole dubbio”. E nessuno aveva la Procura che “Ruby si prostituisse”, e che avesse “fatto sesso con Berlusconi … ricevendone dei benefici”: soldi, regali e promesse. Non solo l’allora premier “sapeva che la ragazza era minorenne”. I giudici non solo hanno accolto la tesi dell’accusa, ma sono andati oltre considerando di fatto le telefonate ai poliziotti una sorta di violenza morale nei loro confronti.
La difesa invocava l’assoluzione: “Fu un’azione umana”. La difesa aveva chiesto l’assoluzione. Secondo i legali la telefonata del Cavaliere in Questura fu “un’azione umana” e a Villa San Martino le feste non avevano nulla di indecente. Ma non solo; i difensori avevano ricordato che tutti i testimoni avevano negato “di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi” e che nessuno aveva visto Karima El Mahroug in atteggiamenti intimi con l’allora premier. I testi della difesa pagati “erano già aiutati economicamente” prima e quindi da considerare credibili. Delle intercettazioni Niccolò Ghedini aveva detto che bisognava leggerle bene e che alcune avevano tono scherzoso. L’avvocato Piero Longo aveva posto anche una serie di questioni tecniche come la dichiarazione di incompetenza territoriale del collegio, il trasferimento dal Tribunale dei ministri e infine l’insussitenza del reato di concussione perché con la nuova legge sulla corruzione si sarebbe verificato una sorta di “suicidio del capo imputazione” in quanto l’induzione esercitata da Berlusconi sarebbe avvenuta per un errore e avrebbe indotto in errore la Polizia. I giudici però non solo si sono discostati integralmente da questa tesi, ma sono andati oltre quella dell’accusa individuando in Berlusconi un concussore minaccioso e negli agenti le sue vittime.

Fonte: Il Fatto Quotidiano